| Articolo: Il Pensiero Sociale 5 |
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Settembre-Ottobre 2008 Pubblicato da Autism Asperger Syndrome Magazine: www.autismdigest.comCopyright©2008 Michelle Garcia Winner: www.socialthinking.com Il Primo Passo della Comunicazione: Insegnare le Strategie del Pensiero
Nell'articolo precedente abbiamo visto il primo dei quattro passi della comunicazione: pensare alla persona con cui stiamo comunicando, considerando i nostri e i suoi pensieri. Ora esploreremo delle strategie concrete, relative a questo punto. Nei prossimi articoli ci occuperemo dei passi rimanenti della comunicazione: stabilire e mantenere una presenza fisica, pensare con gli occhi e usare il linguaggio per relazionarsi agli altri. Per riassumere, quando prendiamo in considerazione le persone che ci stanno intorno, ci imbarchiamo in un processo di pensiero relativamente inconscio. "Perche' ci troviamo vicino?" "Ci rivolgeremo la parola?”, "Cosa so di questa persona in rapporto all'ambiente in cui ci troviamo?", "Cosa so della vita di questa persona?" Riusciamo anche ad attingere dalla nostra consapevolezza sociale informazioni riguardanti quello che pensano le altre persone. Questo include la conoscenza comune che abbiamo l'uno dell'altro, considerando che:
Inoltre, mentre ci inoltriamo nel processo comunicativo, analizziamo costantemente i nostri pensieri e quelli degli altri nella "danza sociale" che chiamiamo comunicazione. La maggior parte di noi, impara questo intuitivamente, ma coloro che hanno difficolta' nella presa di prospettiva (PT), devono impararlo cognitivamente, attraverso insegnamenti espliciti che sono una forma piu' lenta di apprendimento. Se a cio’ aggiungiamo il fatto che dobbiamo pensare a tutto questo alla velocita' della luce (da millesimi di secondi a un massimo di due secondi), e' facile vedere come l'atto comunicativo implichi non solo un'abilita', ma anche la capacita' di processare mentalmente quello che accade e rispondere in meno di tre secondi! Gli studenti nello spettro dell'autismo variano notevolmente a livello di funzionalita' e velocita' nella presa di prospettiva. Alcuni capiscono che gli altri hanno pensieri ed esperienze diverse dalle proprie e che quelle esperienze portano le altre persone a pensare in maniera differente. Altri studenti invece hanno difficolta' a comprendere che gli altri hanno pensieri individuali. Noi educatori possiamo creare un trattamento adeguato solo quando abbiamo stabilito il loro livello di conoscenza sociale. Gli studenti che usano il linguaggio per comunicare, ma non riescono a capire i pensieri e le emozioni degli altri in modo veloce ed efficace, vengono definiti "principianti della prospettiva" (EPT, Emerging Perspective Takers). La nostra attenzione, per questo gruppo, deve focalizzarsi nell'aiutarli a sviluppare il processo del pensiero, considerando che:
I 4 Livelli di Insegnamento del Pensiero sociale di M. G. Winner
Livello 1: Io creo dei pensieri (i miei pensieri) La chiave d'insegnamento e' focalizzarsi sullo studente e rendere la lezione rilevante in rapporto al suo mondo. Questi studenti non sanno abbastanza su come funziona la mente degli altri per poter giocare con i ruoli (role-play), leggere storie alle altre persone o apprezzare comunque le esperienze degli altri. A questo livello, l'insegnamento deve essere concentrato totalmente sullo studente. Livello 2: Gli altri creano pensieri (i loro pensieri) Livello 3: Io riesco a immaginare a cosa stai pensando o cosa sai. Disegnamo diverse persone (figure a bastoncino vanno bene) e i loro pensieri dentro un fumetto. Per esempio, disegnate lo studente, la mamma, il papa', l'insegnante e il venditore di pop-corn al cinema. Create un contesto semplice che permetta allo studente di imparare che la gente ha conoscenze diverse a seconda della loro esperienza. Per esempio, chi sa dove sono tenute le chiavi di casa? (lo studente, la mamma, l'insegnante? L'uomo del pop-corn?) Perche' quella persona ha questa informazione? Perche' gli altri no? Chi sa dov'e' la classe dello studente? Come fanno a saperlo? Chi sa far funzionare la macchina del pop corn? Offriamo allo studente varie possibilita' di lavorare su queste situazioni. Per alcuni la comprensione puo' arrivare lentamente. Livello 4: Io posso (e devo) modificare il mio comportamento basandomi su quello che credo l'altra persona conosca. Modifiche per gli individui con un’abilita’ di prospettiva maggiore.
Quando lavorate con degli studenti con IIP, assicuratevi di spiegare bene le sfumature della mente sociale, facendogli osservare gli altri, il comportamento che ci si aspetta da loro, ecc.. Dategli poi la possibilita' di fare pratica, modificando i loro comportamenti, basandosi su quello che gli altri si aspettano da loro. Al centro del lavoro del pensiero sociale stanno la creazione di strategie e di un linguaggio comune, che aiutino lo studente a pensare all'impatto che le loro parole e azioni (o non azioni) hanno sui pensieri e le menti degli altri. Ogni studente e' differente, e le situazioni che comportano esperienze di vita reale sono le piu' significative. Speriamo che queste prime discussioni e quelle che seguiranno, servano da trampolino di lancio per creare le strategie piu' adatte ad ognuno dei vostri studenti per pensare socialmente! *Ulteriori informazioni sulle strategie d’insegnamento, le potete trovare nel libro di M.G. Winner, Thinking About You Thinking About Me, 2nd edition (Winner, 2007); ulteriori lezioni nel libro, Think Social! A Social Thinking Curriculum for School aged Students, 2nd printing (Winner, 2008); in merito ai diversi livelli di “presa di prospettiva”, potete leggere l’articolo “A Spectrum of Perspective Taking” nella sezione “philosophy” del sito www.socialthinking.com.). Michelle Garcia Winner |


